L’impatto dei cambiamenti climatici sulle superfici terrestri
Come sappiamo, i cambiamenti climatici stanno influenzando sempre di più l’andamento delle stagioni, anche se l’inverno rimane un periodo in cui i terreni sono particolarmente esposti a sollecitazioni esterne. Pioggia, vento, neve, ghiaccio e i repentini sbalzi di temperatura contribuiscono a causare alterazioni nella struttura dei suoli, rendendoli meno compatti e più fragili.
L’acqua che penetra nel terreno durante l’inverno, quando ghiaccia, aumenta di volume e provoca lo sgretolamento delle particelle più fini, causando il distacco dal suolo e il suo spostamento verso il basso. Nei pendii, l’acqua crea solchi e spaccature, aumentando l’erosione e il dilavamento di parti solide, terreno e pietre determinandone un’erosione generale.
È un fenomeno naturale che interessa in misura progressivamente maggiore i vari tipi di terreno, da quelli sabbiosi che sono più porosi e permeabili, a quelli argillosi e limosi che invece sono più compatti e meno assorbenti.
Variazioni climatiche e impatto ambientale
L’importanza dell’evento è condizionata anche da altre variabili come energia (pioviggini, piogge intense, bombe d’acqua), durata, frequenza dei fenomeni, disposizione e inclinazione dei pendii, irregolarità e scabrezza delle superfici.
Il progressivo innalzamento delle temperature rende meno coesi i terreni di montagna, con abbondanti nevicate seguite da scioglimenti repentini che causano ruscellamenti profondi; così i ghiacciai proseguono la fase di riduzione lasciando le superfici, un tempo protette dal ghiaccio, esposte ad infiltrazioni ed erosioni.
Anche nelle regioni meno fredde, però, si alternano eventi estremi che causano erosioni e frane, che possono risultare meno profonde, ma più frequenti.
Il ruolo della vegetazione nel ripristino ambientale
Una delle variabili che più influisce positivamente su questi fenomeni erosivi rimane la vegetazione, che risulta fondamentale nel contrastare questo tipo di fenomeni. Tuttavia, non sempre il contesto ambientale consente la colonizzazione da parte delle piante, poiché aspetti climatici e pedologici influiscono in modo decisivo sul loro insediamento.
Partendo dal presupposto che è sempre necessaria un’adeguata dose di umidità atmosferica, alcune specie di piante prediligono terreni sciolti e sabbiosi, altre terreni limosi, altre ancora terreni ricchi di humus. In generale comunque i terreni molto argillosi o ghiaiosi sono più resistenti all’insediamento della vegetazione. Tutte le piante, infatti, preferiscono terreni permeabili dove le radici riescono a godere dell’infiltrazione dell’acqua.
Il terreno molto compatto, come può essere quello argilloso, può causare invece forti dilavamenti a causa della scarsa possibilità di assorbimento dell’acqua, ostacolando così l’attecchimento delle piante.
Per questo, anche negli interventi di riforestazione ed inerbimento, è molto importante utilizzare specie che si possano ben adattare al contesto climatico e pedologico.
Nel caso in cui le superfici arrivino “scoperte” e senza vegetazione all’inverno, è necessario intervenire subito dopo la stagione nel più breve tempo possibile.
Il passaggio più veloce ed efficace per fornire una buona copertura vegetale ai terreni rovinati dai fenomeni erosivi invernali, è quello di inserire un cotico erboso che sviluppi un buon apparato radicale appena le temperature consentono la germinazione delle sementi.
Il ruolo dei biotessili e la scelta delle sementi
Purtroppo però, non sempre la vegetazione è in grado di colonizzare in breve tempo superfici di varia natura.
A questo scopo Virens è da sempre impegnata nel fornire biotessili, geostuoie e geocompositi studiati e personalizzati per agevolare l’inserimento della vegetazione più adatta ai determinati contesti e nello stesso tempo proteggere le superfici esposte all’erosione.
I prodotti Virens contengono anche concimi con forte componente organica, estremamente utile per arricchire terreni impoveriti dall’erosione nella stagione invernale.
Le sementi, inoltre, vengono scelte valutando sia le caratteristiche del terreno sia le possibili variazioni di temperatura che dovranno affrontare con l’esordio della primavera, sia le necessità in termini di apparato radicale e contributo antierosivo.
Tutti questi fattori non sono facili da comprendere in un’unica formulazione di mix e per questo agronomi e geologi collaborano allo scopo di individuare le essenze vegetali più ideali e poter offrire così le soluzioni con maggiori possibilità di successo.